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13 novembre 2007 / confuso

Gita nella community di un noto settimanale italiano

Si diceva in privato con Luiginter che da queste parti guardiamo quasi sempre a modelli di quotidiani on line, e mai o quasi mai ai periodici. Forse perché non esiste un modello di periodico on line? Può darsi. Senza andare troppo lontano, ho speso 5 minuti per dare un’occhiata al sito di un noto settimanale italiano, il quale per far crescere la sua community ha messo a disposizione due tipologie di servizi:

1) da un lato, per gli utenti più capaci, c’è la nota piattaforma Typepad;

2) dall’altro, per gli utenti ancora poco abituati agli strumenti di partecipazione (la maggioranza dei lettori italiani?) alcune idee semplici ma poco o nulla onerose come queste:
un blog collettivo dei lettori, con post selezionati dalla redazione che di volta in volta decide se rispondere o limitarsi pubblicare il post (la differenza peraltro non è molto chiara, forse era meglio aprire due blog diversi, uno per la corrispondenza e uno per i post);
– una sorta di wiki monografica con contenuti forniti dagli utenti. In questo caso è stato scelto un tema banalmente spiritoso come lo slang giovanile, ma poteva essere qualsiasi altra cosa.
E come fanno questi lettori meno “sgamati” a inviare i testi? Nel modo più facile e antico: via email.

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