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25 ottobre 2007 / confuso

Il market(t)ing con la coda lunga

Non so se sia un bene o un male, ma di fatto i direttori marketing italiani cominciano a pensare iniziative per ottenere visibilità sui media della coda lunga. Per dire:

1) Philips Italia chiede ai blogger italiani di scrivere post a tema, e anziché pagare mette in palio un suo prodotto;

2) Ogilvy stila un codice di coinvolgimento etico dei blogger e lancia anche in Italia una campagna sui blog (la questione del codice etico Ogilvy è spiegata meglio qui);

3) Coca-Cola Italia (ripeto: Italia, non Stati Uniti) punta tutto sul widget per social networker beoni.

O tempora, o mores. Dove andremo a finire di questo passo, signora mia?

4 commenti

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  1. thebiker / Ott 25 2007 10:07 am

    paraculi, certamente, ma anche bravi. e comunque a me il funzionamento di queste dinamiche nel retrobottega, a me interessano

    – all’elenco aggiungo anche questo cs che mi è arrivato la settimana scorsa:

    BURSON-MARSTELLER PRESENTA B-M DIGITAL,
    UN NUOVO TEAM DI PROFESSIONISTI PER INTEGRARE LE RELAZIONI PUBBLICHE CON IL WEB 2.0

    Milano, 22 ottobre 2007 – Burson-Marsteller, parte del Gruppo Y&R-WPP, attiva in Italia dal 1982 e leader tra le grandi agenzie internazionali di Relazioni Pubbliche, presenta B-M Digital, un team specializzato nella definizione di strategie di comunicazione sul web.
    Spinta dal successo ottenuto da WebRep, il servizio di monitoraggio della reputazione on line lanciato nel marzo del 2006, oggi l’agenzia rafforza la propria offerta nell’area digitale con l’arrivo di un gruppo di professionisti guidati da Paolo Spada, già managing director di Siris Media Factory con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Il team costituirà il nucleo di consulenza digitale che collaborerà in maniera trasversale con tutte le business units presenti in agenzia.
    La responsabilità dello sviluppo del progetto continuerà a essere affidata a Tommaso Valle, Managing Director di Burson-Marsteller, con l’obiettivo di creare in tempi brevi un centro di eccellenza, punto di riferimento per il network dell’agenzia in Europa.
    Grazie alle nuove competenze, verrà potenziata e arricchita tutta l’offerta nell’ambito della consulenza strategica digitale: dalla progettazione e produzione di siti Internet, blog, videoportali, all’ideazione e sviluppo di applicativi web based, piattaforme per lo streaming, il podcasting, alla realizzazione di contributi multimediali, al web design, ai servizi di web marketing integrato, al viral marketing, alla creazione e implementazione di assistenti virtuali. Questi servizi si affiancheranno al monitoraggio e alla gestione delle relazioni con i social media.
    Commenta Eric Gerritsen, amministratore delegato di Burson-Marsteller Italia: “Digitale, Integrata, Globale e Strategica, questo è l’approccio alla comunicazione che Burson-Marsteller propone al mercato e oggi completiamo, con l’arrivo di questo team, un percorso avviato negli ultimi tempi”.

  2. confuso / Ott 25 2007 11:10 am

    Sì, bravi. Però il sito del cliente di Ogilvy funziona un po’ alla “speraindio”: è pressocché innavigabile. Per spiegare meglio cosa è successo ho dovuto correggere il link della “campagna sui blog” linkando non il sito ma un post altrui.
    E cmq tra qualche giorno dovrebbero arrivare delle caramelle gratis: chi ha mal di gola mi faccia sapere.🙂

  3. Greenvil83 / Nov 23 2007 3:35 pm

    Hai altri esempi sulla Coda? O dati? L’argomenti mi interessa molto ma i dati sono abbastanza difficili da reperire. Ho sentito dalla Mondadori che lo sviluppo a coda per il momento non esiste. Il mercato non è quello ideale. Dimmi che ne pensi e se hai altre informazioni!piumadibits.splinder.com

  4. confuso / Nov 23 2007 5:43 pm

    Greenvil, se vuoi informarti sulla Long Tail, bè, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Credo che la cosa migliore sia la più semplice, cioè andare su Google, digitare le parole “long tail” (tra virgolette, mi raccomando) magari accompagnate dalla parola marketing: come risultato avrai tonnellate di documenti e dati interessanti.🙂

    Mondadori ti dice che non intende avventurarsi in operazioni come quelle raccontate nel post? Secondo me ha ragione. Straragione. Con il dovuto rispetto per le aziende e i pr citati, io tutti questi blog italiani che parlavano di prodotti non li ho mica visti. E i pochissimi blogger che ne hanno parlato sono stati subissati di proteste dai loro lettori. Se le aziende vogliono inserire (e comprare) pubblicità nei contenuti generati dagli utenti, dovranno inventarsi qualcosa di un filo più complesso.
    Cmq di questi temi dovremo ritornare, stanne certo.🙂

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