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Profittevolmente online
Nonostante le previsioni e le linee di tendenza siano concordi che la migrazione completa dalla carta all’online dovrà avvenire già nel breve periodo, i casi effettivi, di successo, sono ancora molto rarefati. Perfino negli States, dove il fenomeno è ineluttabilmente già innescato. In questo contesto, spicca quindi in maniera assai netta la vicenda Idc/Idg, editore specializzato nell’hi-tech, che ha reso noti i (clamorosi) bilanci della sua InfoWorld, storica testata pubblicata su carta fino al 2 aprile dello scorso anno, giorno in cui passò alla versione only for web. Definitivamente.
L’ultimo capitolo di questa saga mediatico/tecnologico/editoriale ha la data di oggi e viene riportato non senza una certa enfasi in questo articolo del New York Times, il quale sottolinea come l’ultimo bilancio economico di questa iniziativa abbia del clamoroso, oltre che davvero poche similitudini nel mondo. Il NYT cita pertanto il caso Idc come emblematico e di enorme significato per tutti coloro che ancora nutrono dei dubbi sull’eventualità che gli introiti pubblicitari dell’online possano un giorno eguagliare e superare in valore assoluto quelli cartacei di oggi. Dati alla mano, dal momento in cui la versione cartacea ha cessato le pubblicazioni, InfoWorld ha venduto pubblicità online per 1,6 milioni di dollari al mese, con un margine di profitto operativo pari al 37 per cento. Un bel dato, soprattutto se si considera che quando la raccolta pubblicitaria del sito conviveva con quella del cartaceo, il fatturato mensile era inferiore di 100 mila dollari e il margine operativo costantemente in discesa.
NYT e il citizen journalism
Si chiama Polling Place Photo Project ed è un’iniziativa di giornalismo dal basso che The New York Times sta sperimentando con le primarie e che, sempre su scala nazionale, verrà poi esteso anche ai caucus e alle elezioni conclusive. Consiste nell’incoraggiare gli elettori a catturare e condividere le immagini fotografiche delle loro esperienze di voto. Con i materiali raccolti, il quotidiano Usa conta di costruire una documentazione unica e senza precedenti sulla complessità e sulla ricchezza del sistema di voto in America.
Article tools
L’insieme degli strumenti per il “trattamento” dell’articolo all’ultimo livello di navigazione può variare, da sito a sito, anche di molto. In crescendo, dal più scarno al più completo fino ai limiti della futilità, citiamo – a mo’ di esempi – la Repubblica ed El Pais, i quali permettono soltanto di stampare e inoltrare per posta. Solo di poco più completo The New York Times con le sue tre voci Print, Reprint e Share (quest’ultima declinata poi in Permalink, Newsvine, Facebook, Digg e del.icio.us). Il Corriere della Sera è più ricco, permettendo – oltre che la stampa e l’invio per e-mail – anche di variare la dimensione del testo, senza però offire il widget per la condivisione su social network, bookmark condivisi, eccetera. In Francia, il caso di Le Monde è emblematico: fa le stesse cose concesse ai lettori del Corsera ma aggiunge diversi altri tool social (l’articolo può essere raccomandato, citato su un blog, votato e salvato in una MyPage presso il sito stesso).
Tra tutti svetta – e non di poco – l’International Herald Tribune. Da sempre avazatissimo nei gadget associati agli articoli, il quotidiano offre ben 7 diverse possibilità di intervento: oltre alle 3 scontate (stampa, e-mail e dimensioni del testo) permette anche di reimpaginare il testo su tre colonne, ascoltarlo, tradurlo e condividerlo su cinque diverse entità social!
Che cosa bisogna saper fare per lavorare nella redazione on line del New York Times
Fiona Spruill, responsabile della redazione Web (60 persone) del New York Times risponde in questi giorni sul sito alle domande dei lettori. A uno che chiede quali conoscenze e attitudini deve avere chi voglia lavorare nella newsroom Web del Nyt, Fiona risponde così:
Our Web newsroom is closely integrated with the print newsroom, so I am looking for people who can flourish in both worlds and who I could see fitting into many different jobs at The Times. Among other things, producers are responsible for packaging the news online and for creating original multimedia. As a result, they need to have solid journalism credentials and strong technical skills.
On the technical side, we want people to walk in the door with a proficiency in Photoshop, HTML and blogging software, and an understanding of Web publishing systems. Experience in the production of multimedia — including the use of audio and video editing tools — is strongly desirable. For our more specialized multimedia positions, we expect to see an extensive knowledge of Flash and an understanding of how to integrate databases into multimedia presentations.
T, il sito di stile del Nyt
T, il magazine di stile e moda del New York Times ha da poco cambiato sito. La home page è esattamente quello che dovremmo vorremmo vorrei cercare di fare con qualche nostro sito (si era pensato al nuovo Mytech: sì certo, lo so, che cosa ci azzecca l’hitech con questo stile?; però si vorrebbe provare): Flash da maestri, una pagina/copertina, di grande suggestione, che non si preoccupa di piazzare dentro _tutti_ i contenuti: ma di selezionare.
Beccatevi la barra in basso dove scorrono i post del blog. E il bellissimo formato delle fotogallery: per esempio questa The Originals, con il video in alto a destra, piccolino, pronto per partire. E tutto il resto, ovviamente.
Di homepage come questa avevamo detto, già a suo tempo, che ci garbavano assai.
Redazioni integrate: dietro le quinte del NYT
Questo video val bene una visita
I commenti “moderati” del New York Times
Da una decina di giorni il New York Times permette i commenti ad alcuni articoli e non solo ai post dei blog, come avveniva prima. Al Times hanno creato un desk per la gestione, composta da quattro persone (part-time però) che filtrano ogni commento prima di mandarlo online.
The BivingsReport dice di avere le idee chiare su come un giornale dovrebbe comportarsi nella gestione dei commenti agli articoli e ci propone alcune regole.
Quiz News: una buona idea
Divenute celebri di recente dopo l’accordo con Facebook, le News in forma di Quiz del New York Times secondo me posso anche essere una buona idea per fare informazione strizzando l’occhio ai refrattari giovani lettori di oggi che domani saranno il mainstream del traffico
l’apertura di FT
Conto alla rovescia: tra qualche giorno, il Financial Times toglierà il pedaggio alla consultazione delle sue notizie. lo farà con una modalità tutta particolare che prevede il 30 articoli gratis al mese, superati i quali occorrerà abbonarsi. l’iniziativa britannica segue a breve distanza l’omologa del NYT e pare che presto anche il WSJ farà altrettanto.