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Giornalismo e modelli di business

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Una lunghissima (e perciò assai poco web) trattazione di Online Journalism Blog sui modelli di business del giornalismo online contemporaneo contiene diversi spunti di riflessione. Ne sintetizzo qualcuno:
1) cullare la velleità di essere molto molto grandi (i.e. internazionali) e contemporaneamente molto molto piccoli (hyper locali o addirittura ad personam). Obiettivo: compensare con l’aumento del volume di lettori il calo dei margini per l’advertising che sul web costa molto meno che sulla carta. In altre parole, per combattere la caduta tendenziale del saggio di profitto, bisogna lavorare in contemporanea lavorare di fino e globalizzare. Hai detto niente… E poi, il discorso calza bene per i Paesi anglofoni e di lingua spagnola, ma l’Italia? Se si tratta di diventare più local va bene, ma l’internazionalizzazione, beh…

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Written by thebiker

Gennaio 30, 2008 alle 12:15 pm

Dati, collaborazione e visualizzazione

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Le applicazioni web facilitano sempre più la  rappresentazione visuale delle informazioni: per esempio impiegando contemporaneamente strumenti di gestione dei dati come Google spreadsheet (in Google Docs) in condivisione fra più redattori,  e i siti che generano al volo grafici come, Swivel, Many Eyes e, per esempio, le mappe di Google. La tendenza è ben spiegata da Matt Croydon sul suo blog (grazie ad Antonio Cavedoni per la segnalazione).  Questo un semplice grafico creato su Swivel e pubblicato (anche) qui.

Percent by New Years Resolution

Written by luiginter

Gennaio 11, 2008 alle 11:24 am

Un grafico per raccontare la campagna di Russia di Napoleone

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Abbiamo già parlato della rappresentazione visuale delle informazioni come una delle tendenze Web più interessanti. L’Economist ci ricorda giustamente, però, come questa sia una tradizione vecchia (quindi chi lavora sul Web ha un sacco di esempi cui ispirarsi).
Ce ne propone alcuni ottocenteschi: una di Florence Nightingale che mette in relazione – in modo sorprendente – la mortalià dei militari con le principali cause di morte (1858); la seconda di Charles Joseph Minard (un ingegnere civile) che ha inventato metodi di rappresentazioni di dati considerati fra i migliori di sempre: il suo grafico mette insieme: spazio, tempo, temperatura, il percorso e la direzione (avanti e in ritirata) e il numero di soldati ancora in vita dell’esercito di Napoleone nella campaga di Russia del 1812. Ovviamente è di una efficacia tragica e agghiacciante (scusate, non è una battuta) E’ qui sotto (la linea nera è la ritirata. Dove diventa sottilissima è la Beresina). Forse dovremmo farci ispirare da tanta sapienza, immaginazione e inventiva nel raccontare storie, tanto più sul Web.


Il libro da cui partire pare sia The Visual Display of Quantitative Information, di Edward Tufte.

Written by luiginter

Dicembre 20, 2007 alle 4:49 pm

Pezzi da 90: geolocalizzazione

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Sulle potenzialità e sulle disparate declinazioni del fenomeno è già stato scritto e visto molto. senza stare a sbattersi a cercare sofisticatissime applicazioni, basta dire che TUTTI i quotidiani Usa hanno ormai anche il campo CAP (o coordinate Gps o similia) tra quelli imprescindibili in un record-articolo  

Written by thebiker

Ottobre 12, 2007 alle 2:43 pm