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Modernità, barbarie, Musil, Google e videogiochi…
Alle pagine 44-45 del Corriere della Sera di oggi (lo trovate online anche qui). Su questa pagina di Corriere.it (lo trovate anche nell’edizione cartacea alle pagine 44-45) il reazionario Magris e il “barbaro” Baricco discutono delle mutazioni inevitabili del progresso, di Nietzsche e di Google, di profondità vs superficie e tirano in mezzo i videogame, ma anche Musil e Faulkner. Interessante.
Ancora sugli errori da evitare per non far arrabbiare i motori di ricerca
Succede con una certa regolarità che qualcuno ci indichi i principali errori da evitare sui siti, dal punto di vista dei motori di ricerca. Vale però la pena ogni tanto ricordarseli questi motivi. Questa volta ci ha pensato SearchengineWatch. Al primo posto è l’insufficiente “mappatura” delle informazioni e della loro gerarchia nel sito.
Alcuni degli errori li abbiamo commessi con il lancio di Panorama, per esempio.
In arrivo il Google Magazine?
Prendete l’oggetto che confuso ha raccontato in questo post. E poi dimenticatevelo (il post, non confuso) perché la speculazione del momento vuole che Google starebbe per rilasciare un aggregatore in grado di impaginare un magazine cartaceo personalizzabile e stampabile (con tanto di pubblicità aggiunta in automatico) a partire da contenuti Internet. In pratica un Google News in formato rotocalco. Rumors o realtà, questa modalità di fruizione potrebbe essere uno dei giusti mezzi tra sopravvivenza della carta e avanzata dei bit.
Google Maps Journalism
Un altro esempio di ottimo giornalismo minimal e non testuale: questa volta lo strumento è Google Maps e il fatto che diviene notizia visuale è il disastro californiano. Sommando il traffico di pochi giorni sui prodotti di questo tipo registrato dalle principali testate online dello Stato si è totalizzato un bel 3,5 milioni di page view. Niente male.
Per gli interessati al genere, altre mappe altri disastri:
- University Bridge water main break
Ultimo non ultimo, ecco il map journalism dei nostri di Panorama
Google News va su Facebook
Fanatici o utenti comuni di Facebook, sono arrivate le notizie di Google. Cliccando qui, in un paio di passaggi, ve le ritrovate tra le altre applicazioni.
Si fa presto a dire partecipazione…
Si dice web 2.0 e subito si pensa a partecipazione dal basso.
Ogni software sociale tende a incorporare sempre più meccanismi di condivisione/produzione/interazione (dopo l’apertura Facebook ha superato quota 4000 applicativi).
In effetti, il valore di un software sociale dipende in larga parte dalla quantità e qualità dei contributi prodotti dal basso. Certo, solo in parte si tratta di una storia nuova: ogni media, anche quelli apparentemente meno sociale come i libri (Eco docet), contiene dispositivi di interazione più o meno spinti. Ma con i media sociali questa interazione diventa del tutto esplicita, oltre che determinante per garantire un buon funzionamento. Ma a quali condizioni?
Vi segnalo 4/5 spunti interessanti su partecipazione e social software: Leggi il seguito di questo post »
What would happen if every blog published posts discussing the same issue on the same day?
Sul Web per cercare
In agosto 2007 sono state lanciate 61 miliardi di ricerche sul Web, da 750 milioni di utenti.
Il motore di Google ne ha fatte 37 miliardi. Il cinese Baidu ha superato Microsoft. I dati sono di Comscore.
Google sites 37 billion searches
Yahoo sites – 8.5 billion
Baidu 3.2 billion
Microsoft sites 2.1 billion
NHN 2 billion
eBay 1.3 billion
Time Warner 1.2 billion
Ask 743 million
Fox 683 million
Lycos 441 million
Total worldwide searches: 61 billion
*Source: comScore
Social news
Pandora + Last.fm + Amazon recomendations + l’algoritmo di filtering di Google News: una shakerata ed ecco il servizio definitivo di news automatiche, intelligenti, sociali, che apprendono nel tempo i gusti e le esigenze degli utenti e li guidano e li consigliano. anche senza l’ambizione e la speranza di poter contare su tutto quel popo’ di scienza applicata che ho citato in partenza, un servizio essenziale e ben fatto da includere nel proprio news site – ma anche come elemento portante di un sito stand alone – potrebbe essere davvero una grande kill app. casomai qualcuno all’ascolto volesse approfondire, sappia che c’è già un bel dominio pronto all’uso…