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ViaMichelin.it 2.0 contro Google (mi sa che vince Google)
Da qualche giorno su Viamichelin.it, a fianco delle solite mappe sono comparsi molti altri servizi di tipo social. L’interfaccia è rinnovata, gli utenti possono commentare, disegnare itinerari interattivi con mashup di foto e video, aprire il proprio blog (o qualcosa di simile, ecco).
Epperò. La navigazione risulta abbastanza disagevole. E al momento gli utenti sembrano avere pochissima voglia di interagire. O forse non hanno capito come usare lo strumento. Non vorrei sbagliarmi ma mi pare che per adesso il loro contributo della community italiana sia sostanzialmente nullo. Ma è una beta, suvvia. All’estero va meglio. E poi c’è tempo.
Dalla rete alla carta
Prima o poi un editore italiano doveva farlo. Da alcuni giorni Repubblica.it promuove un nuovo servizio chiamato – con poca fantasia – Ilmiolibro.it. Nulla di particolarmente complicato: i creativi del gruppo L’Espresso hanno intelligentemente scopiazzato il modello Lulu, ci hanno aggiunto una piattaforma community di lettori forti con profili, e-commerce di titoli mainstream e tutto il resto. Non riesco a capire quanto questa nuova attività possa essere redditizia però complimenti, e auguri.
Giornali e Fogli
Dopo ilFoglio.it, anche ilGiornale.it affronta un restyling. Il sito è ancora in beta, cioè malfunzionante, ma non sembra affatto male.
Le novità riguardano la grafica, i contenuti multimediali, i nuovi blog di giornalisti (WordPress) e l’apertura alla community dei lettori, che ora possono commentare gli articoli, condividerli, conservarli per una lettura successiva, eccetera.
Tanto per capirci, il pannello di controllo del lettore registrato si presenta così: Leggi il seguito di questo post »
Menstyle, il fratello di Style.it
Rustichella 2.0 (in beta)
A ottobre Autogrill si tuffò nel magico mondo web 2.0 e creò pArticip8 (sic), piattaforma per ospitare la community dei suoi numerosi clienti.
Dentro il sito c’è tutto: gli utenti possono postare foto di Flickr, pubblicare video tratti da Youtube, imparare cosa sono Technorati e Delicious, e persino usare strumenti per creare qualcosa di simile a un rudimentale blog…
Insomma il solito minestrone di applicazioni 2.0.
Eppure qualcosa non funziona: gli ultimi interventi della community risalgono a Novembre; i testi di spiegazione sono solo in inglese (perché?); i pochi contenuti presenti sono quasi sempre inviati dal sig. pArticip8 medesimo. Va bene, è presto per giudicare, diamogli tempo. A oggi, però, l’esperimento mette un po’ di tristezza.
Parlare di libri senza scrivere una parola
Ecco Booksweb.tv, nuova web tv italiana dedicata a (indovina cosa) i libri. Dirige l’immancabile Alessandra Casella. Tutto in formato video (neanche una parola scritta) e ancora molto work in progress, ma nella sezione Bookpeople gli utenti possono già inviare le loro videocreazioni (recensioni, reading, cortometraggi letterari, reportage di eventi libreschi, booktrailer, ecc). Una piccola redazione sceglie i migliori contributi e li trasmette.
Viaggi e user-generated content
Turismo anzi viaggi + user-generated content = un sacco di bei servizi online, quasi tutti in lingua inglese e gran mashup di mappe, photo, video, aggregazioni, ecc. I primi che mi vengono in mente sono questi, ma se ne conoscete altri che siano ben fatti, aggiungeteli nei commenti.
- Specializzati nello sharing di video: Travelistic e Chokti;
- Specializzati nello sharing di foto: Trekearth e Tripup;
- Travelblog e guide turistiche 2.0: davvero ben fatti, secondo me Igougo, Bootsnall, Travelblog.org.
Su Panorama.it si era poi parlato di Mydaytrip, tedesco. E in Italia? Ad esempio c’è il neonato Mapopix, che ha ancora pochi contenuti ma, poverino, è on line da meno di un mese.
Web marketing molto virale (troppo?)
Un coraggioso esperimento di marketing basato sui social network. Per promuovere la serie Quo Vadis Baby, in tv dalla primavera 2008, quelli di Sky Italia si sono buttati a pesce sulla nuova internet. Il bel sito ufficiale è un blog, i personaggi (i personaggi, non gli attori) hanno appena aperto i loro account su Facebook, Twitter, MySpace e LastFM. Le foto di scena sono (anche) su Flickr, i trailer su YouTube. Chissà se funzionerà.
Gita nella community di un noto settimanale italiano
Si diceva in privato con Luiginter che da queste parti guardiamo quasi sempre a modelli di quotidiani on line, e mai o quasi mai ai periodici. Forse perché non esiste un modello di periodico on line? Può darsi. Senza andare troppo lontano, ho speso 5 minuti per dare un’occhiata al sito di un noto settimanale italiano, il quale per far crescere la sua community ha messo a disposizione due tipologie di servizi:
1) da un lato, per gli utenti più capaci, c’è la nota piattaforma Typepad;
2) dall’altro, per gli utenti ancora poco abituati agli strumenti di partecipazione (la maggioranza dei lettori italiani?) alcune idee semplici ma poco o nulla onerose come queste:
- un blog collettivo dei lettori, con post selezionati dalla redazione che di volta in volta decide se rispondere o limitarsi pubblicare il post (la differenza peraltro non è molto chiara, forse era meglio aprire due blog diversi, uno per la corrispondenza e uno per i post);
- una sorta di wiki monografica con contenuti forniti dagli utenti. In questo caso è stato scelto un tema banalmente spiritoso come lo slang giovanile, ma poteva essere qualsiasi altra cosa.
E come fanno questi lettori meno “sgamati” a inviare i testi? Nel modo più facile e antico: via email.
Social networking per famiglie, in beta
L’idea di fondo: la rete come albero genealogico, ma in versione social sharing e 2.0. Ovvero: servizi web pensati per la più antica delle community, la famiglia. In America c’è gente che con ’sta roba ci ha persino fatto dei soldi. Chi volesse giocare in anteprima assoluta con una beta – magari insieme a parenti vicini o sparsi per il mondo – può farlo qui. In italiano.