Litigate e sarete creativi
Nell’inserto TuttoScienze de La Stampa di oggi, c’è un articolo sull’innovazione e la miglior maniera possibile per perseguirla. Il pezzo è interessante di per sé, ma anche molto calzante nel dibattito sulle professionalità old/new media. L’autrice - Susanne Justesen, ricercatrice dell’Università di Copenhagen - parte con una considerazione antropologica tanto ovvia quanto poco tenuta assai poco nella giusta considerazione nei processi creativi, ma non solo: gli umani tendono a circordarsi di persone simili perché è più facile, senza considerare che in questo modo socchiudono, o addirittura sbarrano le porte all’innovazione. La novità, prosegue Justesen, consiste invece nel lavorare con individui diversi da noi, con tanti background culturali e professionali. E poi ancora: “l’innovazione è il risultato combinatorio di saperi diversi, provenienti da tante discipline e sensibilità, con i quali si crea un nuovo prodotto, un nuovo processo, un nuovo servizio.
Dalla composizione dei team innovatori, l’autrice dell’analisi passa poi alla metodologia: “nelle squadre che hanno successo, ogni membro sfida apertamente gli altri, continuamente e con grande convinzione, e tutti i partecipanti non smettono di scambiarsi informazioni e punti di vista (…). Nelle squadre meno innovative, invece, gli individui tendono a trattarsi con un rispetto quasi eccessivo e la disciplina è sempre molto alta. (…) Ma com’è possibile mettere in forse le certezze del presente, se tutti sono sempre d’accordo?”
In barba a qualsiasi paradosso, io mi trovo d’accordo… ![]()
Concordo. Non litigare magari ma confrontarsi e scontrasi sulle idee e gli approcci può essere utile. Specialmente se si stimano i propri “avversari”.